L’Ambasciatore Marco Del Panta riunisce i consoli e le rappresentanze elette della comunità italiana in Svizzera

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Sabato 26 agosto si è svolta a Berna la consueta riunione Intercomites, in cui ogni anno viene fatto il punto sulla situazione della rete consolare e, più in generale, sulla comunità italiana in Svizzera.

Oltre allo scrivente, erano presenti l’Ambasciatore Marco Del Panta, tutti i consoli, molti consiglieri CGIE e presidenti dei Comites in Svizzera.
Il primo punto all’ordine del giorno è stato dedicato alla rete consolare. Sono rimasto positivamente colpito nel sapere che, nonostante la cronica scarsezza di risorse economiche e di personale, tutti i consolati, nei primi sei mesi del 2017, hanno aumentato il numero totale di passaporti e di carte di identità consegnate ai concittadini.

ccaIl Consolato Generale di Ginevra non ha fatto eccezione, emettendo 3741 passaporti (+18% rispetto al 2016) e 728 carte di identità (+2.7%). I passaporti, in particolare, vengono consegnati a vista, senza lunghe attese e senza necessità di ritornare al consolato, come invece, purtroppo, succede in altri Paesi. Ho manifestato grande apprezzamento per questi risultati e per l’ottimo lavoro fatto dal personale degli uffici a cui va riconosciuta grande professionalità e dedizione al lavoro. Sono tuttavia convinto che questi risultati sono anche frutto della grande attenzione e degli stimoli che, sulla questione dei servizi al cittadino, sono stati offerti, negli ultimi anni, da noi parlamentari, dai Comites e dalle associazioni, tra le quali molta parte ha avuto anche la SAIG di Ginevra. mi è sembrato opportuno, nei miei interventi, come sia necessario non smettere di lavorare in questa direzione poiché, in un periodo in cui la comunità italiana sta, quasi dappertutto, crescendo, i nostri connazionali hanno bisogno di essere seguiti e compresi nelle loro diverse esigenze, di sentirsi protetti e mai abbandonati. So per certo che la SAIG e il suo Coordinatore Carmelo Vaccaro continueranno, insieme a me, a spingere la nostra rete consolare verso questo obiettivo.

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L’Ambasciatore ha poi comunicato che, dopo l’accordo di massima trovato con le autorità elvetiche, è stata prevista, con apposito decreto ministeriale, l’apertura di due Consolati onorari in Svizzera, a Losanna e a San Gallo. La fase di individuazione delle persone adatte a ricoprire questo ruolo sarà ancora lunga, ma, una volta conclusa, è convinzione dell’Amministrazione che queste due nuove figure possano, seppur parzialmente (viste le funzioni limitate che ad esse verranno affidate) alleggerire le incombenze dei consolati di riferimento. Un console onorario potrà rappresentare lo Stato italiano nei confronti delle autorità locali, fornire assistenza e informazioni ai connazionali e istruire alcune pratiche di richiesta di servizi al consolato. Ho già espresso in molte occasioni la mia opinione al riguardo, che ho riaffermato anche in quella sede: nessuna contrarietà verso una decisione che potrebbe portare dei benefici alla comunità, a patto che questo non rappresenti il preludio ad un’ulteriore riduzione del numero di consolati italiani in Svizzera o ad una contrazione dei servizi ai concittadini. Se questo dovesse succedere, l’Amministrazione ci troverà profondamente contrari a qualsiasi altro esperimento di questo tipo.

Si è, poi, parlato degli immobili di proprietà dello Stato italiano in Svizzera, verso i quali c’è una attenzione molto elevata. La Casa d’Italia di Zurigo è stata liberata per iniziare i lavori di restauro, che dureranno circa quattro anni; a Lucerna, invece, dopo che con il mio intervento presso il Governo siamo riusciti a bloccarne la vendita, la comunità italiana sta cercando di raccogliere i fondi necessari per acquistare la Casa d’Italia, così da mantenere un punto di riferimento dell’italianità nella Svizzera centrale. A Lugano e Ginevra, l’Amministrazione sta cercando di portare a termine due operazioni di permuta, per venire in possesso di un edificio più adatto alle esigenze di un moderno consolato, senza tuttavia dover far fronte a un’ulteriore spesa. Anche su questo rimarremo molto attenti, affinché l’interesse della comunità italiana resti sempre al primo posto nelle decisioni che l’Amministrazione prenderà.

Ulteriore importante argomento trattato è stato la situazione della promozione della lingua e della cultura italiana in Svizzera, anche in vista della “Commissione mista italo-svizzera” che si riunirà nel mese di settembre. Tutti i presenti si sono trovati d’accordo sull’esigenza di moltiplicare gli sforzi in questo campo, per recuperare il tempo perduto, rendere più interessante l’offerta culturale fornita dagli enti gestori e dalle scuole italiane, realizzare classi bilingui, senza dimenticare l’importanza di una specifica formazione dei docenti che vi insegneranno.

 

Per ultimo, ma non per importanza, si è discusso del fenomeno della “nuova emigrazione”. Molti sono gli italiani che ancora vengono a vivere in Svizzera. Per queste persone, tutti i Comites hanno preparato delle guide con molti importanti ed interessanti suggerimenti ed indicazioni su come orientarsi nel nuovo Paese che li accoglie. Il Comites di Ginevra, inoltre, a chi ne ha bisogno, fornisce anche contatti diretti a cui rivolgersi per la ricerca di un’abitazione o di un lavoro. Gli italiani che vivono in Svizzera sono ormai circa 627 mila, cioè quasi l’8% dell’intera popolazione residente. Questo significa che la comunità italiana può e deve avere un peso sempre più importante nelle decisioni politiche e sociali della Confederazione. Tutti noi italiani dovremo essere consapevoli di questo e fare “massa critica” affinché la nostra presenza in Svizzera sia sentita e considerata importante sotto tutti i punti di vista.

On. Alessio Tacconi

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